Serata di cinema ieri, per accontentare l'ottenne, che si è invece rivelata una lieta sorpresa. Le Cronache di Narnia - Il Principe Caspian è un film certo per ragazzi, ma ben costruito, ben delineato, e non sicuramente ingenuo come il primo capitolo della saga.
Il ritorno dei due figli di Adamo e due figlie di Eva a Narnia avviene ad un anno dalla loro precedente avventura, e la vita nel "mondo reale" ha cambiato i quattro ragazzi che hanno, in questo secondo film, una caratterizzazione più precisa e più realistica. Peter, il Grande Sovrano di Narnia mal ha sopportato il ritorno allo status di ragazzino e, complice l'arrivo dell'adolescenza, è diventato un giovane arrogante e litigioso, pronto a menar pugni per ogni sciocchezza. Susan, la cui bellezza non manca di colpire i suoi giovani compagni di scuola è una signorina un po' altezzosa, che poco degna i suoi corteggiatori di gentilezza e cortesia. Al contrario Edmund è cresciuto, ed è forse il più adulto dei fratelli, memore degli errori commessi in precedenza agisce spesso da pacificatore, da moderatore e da saggio ponderatore all'interno del quartetto (destinato a diventare un quitntetto con l'arrivo di Caspian). Resta Lucy, la piccola dolcissima Lucy, bimba da un lato, ma di spirito indomito, la cui incrollabile fede nel suo Aslan (tutti sappiamo chi è e cosa rappresenta il Grande Leone, si?) salverà la situazione quando si avvia ormai ad essere senza speranza.

Peter e Caspian, una volta alleatisi, agiscono come i classici due galletti nel medesimo pollaio. Si odiano subito, al primo sguardo, sono i due leader, i due giovani maschi dominanti, i due capi dell'esercito, e sono entrambi dotati del medesimo carattere coraggioso ma arrogante e facile ad infiammarsi. Passerebbero quasi alle vie difatto, dopo la disfatta nella prima battaglia che combattono contro i nemici Telleriani, della quale reciprocamente si accusano, se non fosse per l'intervento del pacato Edmund che seda gli animi e riporta i due alla ragione.

Naturalmente, tutto si risolverà per il meglio tra questi due giovani eroi, quando Caspian riconoscerà il diritto di Peter di essere il Grande Sovrano di Narnia e Peter riconoscerà il diritto di Caspian di guidare l'esercito contro gli usurpatori del trono: suo zio ed assassino di suo padre (un cattivissimo e bravissimo Sergio Castellitto) ed il suo fedele generale dell'esercito.
E non sono gli unici cattivi: piccola ma significativa deroga al racconto originale, la Regina Bianca riapparirà per un piccolo cameo: evocata da un nano e da un paio di malefiche quanto orride creature, cercherà di toccare una goccia del sangue di Adamo (prima quello di Caspian, poi quello di Peter) per liberarsi dalla prigione di ghiaccio in cui è intrappolata... in una scena che ha più le caratteristiche di una seduzione (Peter adolescente con gli ormoni al galoppo fatica a resistere alle profferte della bellissima strega) che di una vera e propria lotta. Ma il solito Edmund risolverà la situazione, ponendo fine alla tentazione (non siamo nel deserto, ma ci siamo capiti) con un solenne colpo di spada.
Tra grandi battaglie (da notare il duello all'ultimo sangue tra Peter e l'ursurpatore, incominciato in salita per il giovane re ma finito con un grande atto di lealtà e compassione) gesti eroici e giovani timidi amori (Caspian e la Regina Susan non si dispiacciono affatto!),

la giustizia trionferà nuovamente a Narnia, la quale avrà di nuovo un sovrano buono e giusto, Caspian, appunto, il primo "buon re" dopo che 1300 anni prima i quattro Penvensie avevano accidentalmente riattraversato la porta dell'Armadio Guardaroba ed avevano lasciato il loro regno nelle mani dei bellicosi vicini Telleriani (che ne avevano quasi sterminato tutti gli abitanti). Aslan, a lungo scomparso da Narnia al punto di essere considerato solo una leggenda, riapparirà nel momento cruciale grazie alla fede in lui di Lucy (a lungo è lei l'unica che crede e che lo vede, anche se solo in sogno) e darà una sonora bastonata ai cattivi, che naturalmente se ne torneranno a casa con le pive nel sacco... e con il perdono di tutti.
I quattro fratelli torneranno a casa, ripiomberanno nella vita reale all'improvviso come ne erano usciti, con la promessa di un ritorno a Narnia solo per i due più giovani: Peter e Susan non torneranno più (il film sulla prossima cronaca è già in cantiere, con Edmund, Lucy, Caspian e un giovane ed antipatico cugino grasso dei Pevensie)
Menzione obbligata ai paesaggi e ai panorami, ripresi tra la Polonia, la Repubblica Ceca e l'immancabile Nuova Zelanda che mozza sempre il fiato per la grandiosità degli spazi e la limpidezza dei colori....

...il tutto condito con qualche personaggio pensato più "per i bambini" come il saggio Tasso parlante o l'indomito topo spadaccino Ripicì (con tanto di cappello da moschettiere).

Due ore belle piene che scorrono piacevolmente senza nemmeno un momentino di stanchezza... per chi apprezza il genere.
Il testo di questo rap è stato scritto dalla giornalista Mary Schmich del Chicago Tribune ed il disco è eseguito dal rapper Lee Perry. Rap finale nel film The Big Kahuna (il film preferito del Genio Grande)
"Everyone is Free (to Wear Sunscreen)"
-1999-
Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù
lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi, tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta
quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose
che non t'erano mai passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa
alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato.
Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia.
A volte sei in testa.
A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi,
scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai
cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco,
a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco
ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse.
Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo.
Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
È il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla.
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni,
anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza.
Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori.
Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli.
Sono il migliore legame con il passato
e quelli che più probabilmente
avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono.
Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche
e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno
delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po',
ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po',
ma lasciala prima che i rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli,
se no quando avrai quarant'anni
sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accertare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.
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I am a
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You have a sunny disposition and are normally one of the first to show up for the party. You don't need too much attention from the host once you get there as you are more than capable of making yourself seen and heard.
Se volete sapere che fiore siete, andate qui
Ebbene, è da qualche tempo che è in uso nella Puffamiglia la tradizione di darsi reciprocamente nomi indiani indicativi di qualche caratteristica fisica o caratteriale. La simpatica trafila è iniziata circa 8 anni fa quando mio marito (conosciuto anche come "il genio grande") all'ennesima furibonda olezzante scagazzata del figlio maggiore allora circa seimesenne, in un impeto di creatività mista a esasperazione ha coniato il nome Culo-Che-Puzza, che è rimasto appiccicato al piccolo tubo digerente ambulante fino ai nostri giorni. Il ragazzo ne va piuttosto fiero, se devo essere onesta.
Col tempo anche il suddetto figlio ha voluto cimentarsi nell'arte nobile di creare nomi indiani, e così papino è diventato Starnuto-Tonante (tremano i vetri, ad essere onesti!) ed io... beh, soprassediamo, basti dire che è una assai maleducata considerazione sulle dimensioni del mio didietro.
Recentemente, come in ogni tribù con uno sciamano che si rispetti, è stato assegnato il nome anche al piccolo Lo, leggendo auspici e volo di anatre selvatiche nel giorno del suo primo compleanno.
Data la propensione del fanciullino ad instaurare dotte discussioni con oggetti inanimati di varia natura (i quali ringraziando Manitù non gli rispondono), da ora in avanti egli sarà Parla-Coi-Ciucci.
Altro che Kevin Kostner!
Io quelli che sul lavoro gli chiedi un favore e ti rispondono che non hanno tempo e "forse" lo faranno dopo se gli girerà, gli farei male, ma um male di quelli da ricordarselo, come spellarli vivi lentamente e poi immergerli goduriosamente in una vasca di acqua e sale. Parecchio sale. Tipo mar morto.
E vaffanculo, Marty Felman del cazzo!
AL MIO SESTO GIORNO DI LAVORO POST MATERNITA', MIO MARITO MI STA BERSAGLIANDO DI SMS PERCHE' IO MI INVENTI UNA SCUSA PER USCIRE PRIMA ED ANDARE A TROMBARE (PARDONNEZ LE FRANCAIS) SUL DIVANO ROSSO DEL SUO UFFICIO.
NON POTENDO OTTEMPERARE, LA COSA MI FA RIFLETTERE SU QUANTE OCCASIONI SIAMO COSTRETTI A SPRECARE NELLA VITA..............
Uno degli ultimi giorni di mare, ho avuto questa singolare esperienza. Mio figlio Lo, quel giorno e il giorno prima, aveva deciso di svegliarsi molto presto e di rompere molto le balle. Entrambi i giorni a seguito del mio divieto di tirare giù impunemente il quadro che stava appeso sopra il lettone, si era lasciato andare ad una (anzi due, una per giorno) spettacolare crisi isterica con tanto di urli, strepiti, pianto inconsolabile, morsi e altre piacevolezze che ogni mamma ha sperimentato almeno una volta. La seconda mattina stavo gestendo questa simpatica situazione nel salotto della casa che avevamo affittato, tentando di salvaguardare almeno il sonno dell' Ottenne il quale fortunatamente non sembrava darsene per inteso quando dalla strada (avendo le finestre aperte) mi sento chiamare.
- Signora?
Io, niente.
- Signora? Ehi signora... Signora con bambino!
Al che mi affaccio. In mezzo alla strada vedo una signora abbastanza corpulenta, di mezza età, in camicia da notte e chiavi di casa penzolanti da una mano, con un evidente accento est europeo.
- Siii? Dice a me???
- Signora io ti dico come devi fare con bambino. Tu metti filo rosso. Hai messo filo rosso? Hai filo rosso da mettere a bambino?
- Ehm. Filo rosso? No, a dire il vero, no...
- Tu devi mettere, come piccolo braccialetto o anche alla caviglia. Perchè c'è in giro tanta gente che guarda bambino e dice "bello bello" ma loro ha occhi male, occhi cattivi, loro fanno piangere. Tu metti filo rosso, dammi retta, tu vedrai.
Tergiverso, non so cosa rispondere, Dico "ah si, sul serio?"
- Sisi, tu vedrai. Anche puoi mettere spilla da balia sul vestitino, ma bimbo piccolo, pericoloso. Filo rosso meglio. Anche tu puoi fare, quando togli.. come si chiama, quando fatto pipì, tu fai così (mima il gesto di spalmare il pannolino con la pipì sul viso del bimbo), quello porta via tutto, pulisce tutto.
Da questa frase capisco che la signora stia suggerendo che il Lo pianga a causa di un malocchio. Sorrido, la ringrazio sentitamente e l'assicuro che proverò. Chiudo le finestre e in mancanza del filo rosso, sedo il giovane urlante con un biscotto. Funziona lo stesso.
Non ho provato nessuna delle soluzioni proposte dalla signora, ma confesso che in una o due occasioni ne avrei avuto molta voglia :-) Ma quello che mi ha colpito è la gentilezza, la disponibilità e l'altruismo che ha spinto questa sconosciuta donna straniera ad uscire per la strada in camicia da notte per condividere con me l'antica saggezza delle sue tradizioni ed aiutare una povera mamma italiana ed ignorante a fare quello che, probabilmente, nel suo paese ogni bambina di 6 anni che gioca con una bambola sa.
Mi domando se al suo posto avrei fatto lo stesso, o non mi sarei limitata a lamentarmi del casino e a schiacciare un po' di più la testa nel cuscino.
Beh che dire?
Lunedì ho ripreso il lavoro, anche con un certo entusiasmo e curiosità devo dire, e sono stata subito travolta dal vortice.
Quello che sto facendo in queste due prime settimane non sarà - almeno penso - il mio incarico definitivo. Però è un modo abbastanza brutale di riprendere confidenza con il lavoro, io che mi occupo di cose ad "alto contenuto tecnico" sto facendo i conti con tutto quello che mi sono dimenticata a livello di procedure, di utilizzo dei sistemi operativi, e con i cambiamenti intervenuti nel frattempo.
E' un lavoro stressante, perchè ti girano attorno molti soldi, e se sbagli, sono migliaia di euro che prendono il volo. Letteralmente, oserei dire
.
Prossimamente, per tre settimane, dovrei sostituire la persona che mi ha sostituito quando sono andata in maternità (che giro contorto), perchè va in ferie. Trovo che chiedermi di riprendere il mio vecchio posto solo temporaneamente non avendo intenzione di restituirmelo definitivamente sia di pessimo gusto.
Il tizio che ora fa il mio lavoro è una persona che non mi è mai piaciuta, un insicuro e anche falso, che però, constato, ha assunto il ruolo abbastanza bene in quest'anno e rotti che ha avuto a disposizione. In questi giorni mi ronza attorno con un fare amichevole e disponibile che mi stomaca (considerrando che mi ha sempre odiato) non so se per ostentare una sicurezza che sicuramente non possiede o se per tentare in extremis di evitare mie strane manovre a suo danno, diventando "mio amico".
C'è anche da dire che il lavoro è molto cambiato e che lui al momento fa metà delle cose che facevo io (io e la mia preziosa vice, a dirla tutta) ma questo non lo diciamo a voce troppo alta perchè non è politically correct e perchè poi una rischia di passar da quella che vuol far la figa a tutti i costi. Ma tant'è.
Ho accarezzato e accarezzo l'idea (come forse si è intuito) di prendere il ruolo per tre settimane e se la cosa mi diverte, di rivendicare il mio diritto di riavere il mio lavoro dopo la maternità. A dire il vero, qualche giorno prima di tornare in ufficio ero convintissima ed agguerritissima, ma poi, come dice mio marito, "mi è passata la carogna" e ora sono su posizioni più soft.
Perchè il punto è sempre quello: io posso far la guerra, e posso vincerla o perderla. Se la perdo, la perdo. Ma se la vinco, poi devo vivere qui 9-10 ore al giorno, fare quel lavoro (che è molto stressante) meglio di quanto sia mai stato fatto a memoria d'uomo perchè avrei tutti gli occhi addosso, avrei di nuovo il mio vecchio capo sempre attaccato al culo (come dire), rischierei di tornare a degli orari francamente difficili e probabilmente avrei una scia di nemici lunga un chilometro che tirano fuori la gambina ogni momento nella speranza di vedermi ruzzolare a terra. Certo, sarei il manager.
La domanda è: mi conviene? O meglio: ne ho davvero voglia?
Quello che mi si propone in alternativa è un lavoro tranquillo, con autonomia di gestione, stesso stipendio ovviamente, ma assai meno importante per l'azienda, meno "prestigioso".
Devo scegliere una via.
Alle volte una si può anche stufare di essere quella che fa sempre la cosa giusta. Quella con un "senso della giustizia troppo sviluppato" come mi disse una volta il mio capo, intendendo criticarmi. Quella adattabile, che non crea problemi, quella gentile e disponibile.
Ebbene, ho un senso della giustizia molto sviluppato, è vero. Ma non esiste solo una giustizia.
Esistono giustizie che sfuggono al nostro controllo, giustizie che vanno capite, sperimentate, persino temute, prima di sperare di vederle operare... o di causarne l'opera.
Io sono presuntuosa. Ho visto come operano queste giustizie, e voglio farmene strumento. Mi prendo un rischio lo so. Ma che cazzo!
Non sto nemmeno a raccontare che lo faccio perchè ne percepisco "il senso". Non fingerò di avere motivazioni filosofiche o di alta morale spirituale o religiosa. Niente di tutto ciò
Voglio farlo perchè ritengo di aver subito un torto. E desidero prendermi una rivincita. E' così. Lo ammetto pubblicamente, lo dico chiaro e tondo. Sono stata sulla riva del fiume, e il cadavere stenta a passare. Ora mi si presenta una occasione, non dovrei forse coglierla? La vita arride forse a coloro che si accontentano?
Le opportunità non ci sono forse messe davanti per essere afferrate ed usate? La mia Signora non spalanca porte, apre piccoli spiragli. Nondimeno, credo si aspetti che ne cogliamo la bellezza e agiamo di conseguenza.
Agire. Fare. Fare.
...and Baby Vold.... You-Know-Who is brilliant!