

Basta, io sono stufa, dico sul serio
Non ne posso più.
Devo continuamente combattere, di continuo, ovunque e con chiunque. Tutto è una guerra, dovunque mi giri c'è da battagliare. Combatto in ufficio (ed è inutile!), combatto coi miei figli per la verdura, per l'educazione, per farli stare composti, per non fargli rompere tutto quello che trovano, per i compiti, per lavarsi, per cambiare il pannolino... combatto con le maestre di scuola che mi sembrano rincoglioninte perse, combatto finanche con mio marito, se non sto attenta a cercare di non inacidirmi troppo.... e mica sempre ci riesco, e così via, una scaramuccia dietro l'altra, logorante.
Guerra guerra guerra, sempre, sempre lìsul chi vive, senza mai potersi rilassare un momento.
Devi stare attenta a come parli, a quel che fai, a chi dici cosa... e a come lo dici.
Per ogni minima cosa, anche la più stupida, c'è da mettersi in pista... senza mai un momento di tregua.
BASTA!
Io non sono così, non sono così!! Capito?? io non sono cosìììììììììììììììììììììììììììììììì!
Lo so, la mia amica B., se legge, starà inorridendo a queste mie parole :-).Ma è la verità, lo è!
Non ne posso più di lottare. Ho bisogno di pace.
Sembra che nessuno se ne renda conto, sembra come se la gente abbia una percezione di me diversa da quella che io ho di me stessa... e che, mi permetto di dire, è quella giusta, essendo mia.
Io sono quella forte, quella disponibile, quella ragionevole, quella che tiene in mano le cose, quella che sa, che c'è, che vede, che provvede, che si prodiga (o per lo meno ci prova), che educa, che pensa per gli altri, che si impegna, che tiene tutto sott'occhio, che sa quel che vuole e quel che c'è da fare in ogni circostanza.
In realtà, la maggior parte del tempo ultimamente, mi sentirei soltanto di rannicchiarmi in posizione fetale in un angolo e aspettare che la bufera passi.
Ma posso farlo? posso farmi vedere in questo stato? a casa? in ufficio? Posso mettermi a piangere davanti ai miei figli, per spaventarli a morte? o davanti al mio capo? o davanti a mio marito, e finire col farlo sentire in colpa?
Mi sento debole e in balia degli eventi.
Ancora una partita a scacchi, ancora una prova di stragegia... maestro Sun, ti prego, aiutami.
Ieri l'altro il capo mi convoca. Brillante e di buon umore, è persino una persona piacevole quando riesci a prenderlo coi coglioni NON girati. Chiacchiere generiche sui figli, facezie, battute per qualche minuto. Qualche volta sembra persino che ti consideri un essere umano e non una pedina sacrificabile. Sprazzi momentanei.
Poi, mi dice che il motivo per il quale desiderava vedermi, è che il lavoro che sto svolgendo al momento va a morire e col primo gennaio sarà definitivamente defunto. Non casco esattamente giù dalla sedia, la cosa era francamente prevista da tempo.
Quindi, mi dice, questo è un colloquio esplorativo per capire quale ruolo potresti ricoprire da gennaio in avanti. Bene, esploriamo..................
La faccio breve, lui ha due proposte in mente.
Opzione A: un lavoro completamente operativo, non difficile, un po' noiosino e che di base non mi piace, ma che avrebbe il pregio di essere autonomo, ed inoltre tranquillo e poco stressante. Una cosa del tipo arrivi-lavori-vai senza grossi scossoni.
Opzione B: prendere il posto di una persona che attualmente dirige un reparto, un gruppetto di 4 persone. Questo come idea di base mi piace di più, ma... ci sono dei ma. Il primo "ma" è che la persona che viene tolta da li mi farebbe sicuramente una guerra spietata (sarebbe la seconda volta che le soffio il lavoro....), e così probabilmente farebbero le persone del gruppo,che sono sue amiche e lavorano con lei da anni. Inoltre, da come il capo me l'ha presentata , li in quella posizione lui vuole un mastino, un cane, un poliziotto, insomma una persona "cattiva" (parole sue) cosa che io - sic! - non sono particolarmente. Anche senza dover sopportare la guerra, l'idea di fare la stronza con colleghe che hanno la mia stessa anzianità in azienda e con le quali ho rapporti amichevoli da 6-7 anni non mi attira particolarmente. Ciò nonostante, come ti po di lavoro, mi piace di più di quell'altro.
Io, di mia sponte, gli ho proposto una opzione C, che consisterebbe nel mettere all'opzione B la persona, il tizio, insomma quello stronzo li che mi ha sostituito durante la maternità (che è un totale incompetente, ma che come sa essere stronzo mastino lui non lo sa nessuno) e ridare a me, finalmente, il mio vecchio lavoro, che è la cosa che preferirei.
Il capo non era molto convinto, perchè benchè conosca - e apprezzi - la stronzeria del tizio in questione e la consideri quantomai adatta al ruolo, non ha però potuto fare a meno di confessarmi che è una persona completamente anelastica e che per adattarsi ogni minima novità gli occorrono mesi.. figurarsi un cambio totale di reparto (questo, scusatemi, non significa ammettere implicitamente che è un idiota totale?). Però ha promesso (!?!?) che ci penserà su.
Ora, le mie questioni sono le seguenti:
Cosa scegliere tra A e B
e, più importante:
Come faccio a far avverare l'opzione C?
L'hanno fatto di nuovo! incredibile, due volte in due giorni, probabilmente stanno cercando di battere un qualche tipo di record.
A cosa mi riferisco? Al fatto che non contenti di proteggere gli ammazzagay (pardon, i guardiani della continuazione della razza umana), i preti cattolici prendono posizioni quantomeno "ambigue" nei confronti dei disabili.
Che? Di nuovo non ci potete credere? Manco io, ma devo arrendermi all'evidenza
A parte le considerazioni sul merito, che sono sempre quelle e mi sono anche un po' stufata di ripetermi, la vera domanda che mi sgorga spontanea da cuore è la seguente:
Visto che a quanto mi risulta, lo Stato del Vaticano NON fa parte dell' ONU, ma mandarli un po' tutti quanti a fare in culo, farebbe tanto brutto?
Non so, ditemi voi.
Io non volevo crederci, quando ho appreso la notizia.
Il vaticano, nella persona del suo rappresentante all'ONU, Mons. MIgliore, ha espresso parere contrario ad una risoluzione che portasse alla depenalizzazione del reato di omosessualità. Reato per il quale ancora in molti paesi del mondo, vige la pena di morte (in Iran li appendono per il collo, giusto per intenderci)
E perchè il mons. suddetto avrebbe preso questa posizione? Per fede? per coerenza con il catechismo? perchè odia i gay? No, niente di tutto ciò. La motivazione è che una tale presa di posizione dell'onu nei confronti degli stati che considerano l'omosessualità un reato porterebbe a "nuove forme di discriminazione" nei confronti di questi stati. (non ci credete nemmeno voi? guardate qui )
Dio ci guardi dal discriminare quelli che ammazzano i gay. Del resto, mica è colpa degli stati integralisti, son quelli la che son finocchi! Vorremo mica tollerarli come natura li ha fatti, per caso!!!?!?
Veramente, ho sentito cotale nefandezza in macchina e poco ci mancava che andassi a sbattere.
Afferma mons. Migliore: si chiede agli Stati ... di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che .... creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni
Messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni. Ma naturale! Possiamo noi, in tutta coscienza, mettere alla gogna governi che, poverini, mirando solo e soltanto alla conservazione della specie umana, con animo limpido e perfetta logica coerenza lapidano, fucilano, impiccano persone a causa dei loro orientamenti sessuali? Non sia mai, poveri piccoli paesi discriminati. Piccini, loro, che fan tanta tenerezza.
Dio, se ci sei, batti un colpo. Possibilmente sulla testa di cazzo di quel monsignore e di tutti quelli come lui.
Ora lascio il campo a chi le parole le usava meglio di me.
Vieni, renderò il continente indissolubile,
creerò la razza più splendida su cui il sole abbia mai brillato,
creerò terre divine e seducenti,
con l'amore dei compagni,
con l'amore dei compagni che dura tutta la vita.
Pianterò amicizie folte come gli alberi lungo i fiumi d'America,
e lungo le rive dei grandi laghi, e per tutte le praterie,
costruirò città inseparabili, con le braccia l'una al collo dell'altra,
con l'amore dei compagni,
con il vigoroso amore dei compagni.
Tutto questo io ti dono, o Democrazia, per servirti, ma femme!
Per te, solo per te io recito commosso questi canti.
Walt Whitman
... ed assaporarne sulle dita e negli occhi ogni momento, ogni parola, ogni irregolarità della carta e della stampa. La vita è un libro emozionante in cui non sai mai quello che può accaderti di leggere nella pagina seguente, in cui tutto è nascosto e misterioso, e con tutti i mezzi che possiamo avere, non riusciamo mai a scoprire quello che c'è scritto nella pagina successiva, perchè essa si scrive da se' mentre noi leggiamo quella precedente. Può capitare che nella pagina successiva, la narrazione si interrompa improvvisamente senza un perchè. Può capitare. E' la vita, si dice, ma non è vero. E' la morte. Le pagine diventano bianche.
E' quello che è accaduto a Eluana Englaro, e a migliaia di altri come lei, di cui lei però oggi è il simbolo, suo malgrado, inconsapevole portabandiera di una battaglia che, purtroppo, interessa tutti meno che lei.
Sono francamente sconcertata, dico sul serio, dalla piega che hanno preso gli eventi. NO, non dalle dichiarazione degli ecclesiastici di vario ordine e grado sulla sacralità della vita. La vita E' sacra, e non c'è bisogno di essere un prete per saperlo o stabilirlo. La domanda che dovremmo farci è se quella di Eluana è vita. Ma questa è retorica, ognuno di noi ha una risposta a qs domanda dentro di se.
Ma mi sconvolge l'iter burocratico/legale di qs vicenda.
Già trovo riprovevole (ed oltremodo doloroso) che un padre in una tale situaizone debba peregrinare mendicando da un tribunale all'altro supplicando di poter compiere verso sua figlia quello che lui ritiene essere l'ultimo atto d'amore che potrà mai avere verso di lei. Già trovo assurdo che ci debbano essere sentenze su sentenze riguardo ad una vicenda del genere che riveste il più privato, il più intimo dei caratteri, e che invece è sbandierata e pubblicizzata su tutte le tv nazionali ad ogni ora del giorno e della notte.
Ma che quando finalmente qs iter ha fine, quando la sentenza necessaria, vivaddio arriva e la cosa sembra sfumare verso una soluzione definitiva, ci sia ancora chi ha l'arroganza (e la possibilità) di appellarsi ulteriormente contro la decisione ultima della Cassazione, lo trovo sinceramente criminale.
24 associazioni, non meglio specificate (o almeno, io non ne conosco i dettagli) hanno avviato un ricorso per impedire che la decisione presa dalla Cassazione di permettere la morte di Eluana diventi esecutiva.
Ora io mi domando, ma chi cazzo sono ste 24 persone (giuridiche) che pensano di aver il diritto di intervenire su un argomento che non conoscono e che non li riguarda personalmente? Come cazzo è possibile che si consenta a degli emeriti estranei di decidere - perchè di fatto decidono, avendo il potere di bloccare l'esecutività della sentenza fino al termine del ricorso - su una cosa del genere?
Chi cazzo sono questi? Chi cazzo sono?
Integralisti religiosi? Semplici impiccioni? Gente in cerca di visibilità e potere? Perchè in fine tutto a questo si riduce: una manifestazione di potere. Alla fine con la sua vita o la sua morte, Eluana sarà l'ago della bilancia che ci dirà se siamo comandati dai preti o dai laici, tutto qui. Non ci credo che a tutti quelli schierati sul versante del "no" importi veramente di una ragazza che hanno visto 2 volte in foto in vita loro. Non ci credo. E' questione di stabilire dove sta il potere e chi lo detiene davvero.
E per questo, per questa volgare disputa politica, condanniamo Eluana a continuare a sfogliare le pagine del suo libro, ormai bianco, per chissà quanto altro tempo ancora.
Quanto ti fa incazzare quando realizzi cose che hai sempre avuto sotto gli occhi e a cui non avevi mai fatto caso!
Ieri sera in auto ho avuto una epifania. Capirai.
Uno le proprie insicurezze le ha laddove si sente carente.
Maddai, sul serio? Ma non mi dire, non ci sarei mai arrivato. Oh Puff-da Vinci, se non ci fossi tu con la tua illuminata intelligenza dove saremmo tutti quanti a quest'ora??
E invece non è così scontato.
Poniamo che una si senta inadeguata, che so, come moglie. Questa persona avrà sensazioni molto negative "in generale" sul suo essere moglie e si sentirà insoddisfatta o insicura, o immotivatamente gelosa, ma normalmente non saprà bene a cosa imputare queste sensazioni... fino a che non si metterà a spaccare il capello in quattro, cosa che di solito nessuno ha mai voglia di fare. Mettiamo che per educazione, questa sfortunata donna sia stata cresciuta nella convinzione che il compito di una donna sia quello di "aver cura" della famiglia, dal cibo, ai vestiti, al bucato, al fare la torta, ecc.... Poniamo anche che però debba lavorare a tempo pieno altrimenti non ci paga il mutuo. E poniamo anche che, visto che si tratta di donna dei nostri giorni, insomma questa visione di se stessa come Biancaneve canticchiante non le stia proprio bene. RAZIONALMENTE. Torna a casa alle sette e mezza di sera, ha alcune bocche spalancate da sfamare, e per far prima, due sere su tre mette in tavola prosciutto e formaggio, che almeno ci spicciamo in fretta e dopo ci rilassiamo due minuti sul divano. La famiglia certo non muore di fame.
Però lei potrebbe sentire che questo non è sufficiente. Potrebbe considerarlo adeguato da un punto di vista intellettuale e razionale, ma potrebbe sentire tutt'altro. La scarsità di tempo per cucinare potrebbe essere il tallone di achille di questa donna. Per esempio.
Poi magari il fatto di essere cresciuta in un ambiente giudicante che costringe sempre le persone a "dimostrare" qualcosa a qualcuno può aver messo le basi per una futura insicurezza, sempre tutta tesa, questa poveraccia, a soddisfare le aspettative, o meglio a preoccuparsi di quel che gli altri pensano di lei.
Quindi, una cosa banale come il non aver tempo di cucinare può trasformarsi in un vero e proprio assillo che mina le fondamenta di questa donna (oddio di nuovo pastasciutta in bianco, chissà cosa penserà mio marito-mia mamma-la mia amica di me, sono disorganizzata ed incapace, sono una cattiva moglie, ecco sicuramente mio marito si troverà una più brava, e poi la mia famiglia cosa penserà se vengo mollata.... ecc.... ecc... ecc....), la quale alternativamente avrà voglia di piangere tutte le sue lacrime raggomitolata in posizione fetale, o di ammazzare qualcuno, possibilmente in modo doloroso e sanguinolento.
Questo discorso, ipotetico, vale per tutti gli ambiti. Una potrebbe sentirsi poco apprezzata in ufficio, e imputare la colpa a se stessa per insicurezza invece di andarne a ricercare le vere cause, oppure potrebbe sentirsi poco adatta a far la mamma e pensare che tutti siano migliori di lei, disperandosi invece di cercare di valutarsi con un minimo di serenità.
Se si vuole uscirne non si ha altro da fare che attivarsi per conoscere meglio possibile se stesse, e poi lavorarci sopra allo sfinimento. E ancora, e ancora e ancora fino a che le cose non girano per il verso giusto. A volte lo faranno, altre meno. Ma non è una scusa per non provarci.
Le morali di questa bella sviolinata sono due:
1. la vita è veramente troppo breve per perdersi dei pezzi nella disperazione, o nel rancore, o nelle "seghe mentali"
2. se sei insicura per qualcosa, tutto puoi fare meno che essere pigra
Ho la sensazione che stia accadendo quello che temevo
Oggi sono tutti Obama di qui, Obama di la...
E la battuta di Berlusconi, e la vignetta di Forattini..... tutti si concentrano su un unico e solo fatto: Barack Hussein Obama è nero. Nero, nero, vivaddio, o afroamericano come dicono quelli più corretti (anche se lo è solo per metà). Insomma, ha la pelle colorata di scuro.
E via alle polemiche, alle sviolinate trite e ritrite, alla retorica.............
Ok Obama è nero, non seve il microscopio per capirlo. OK, siamo davanti ad una elezione epocale. OK, la battuta di Berlusconi era un tantinello sul filo del rasoio (ma perdio, la gente non ha di meglio da fare che perder tempo dietro a queste cazzate? una opposizione seria, per esempio?), OK magari Forattini non è stato proprio perfettamente politically correct (anche se io ho interpretato la vignetta in modo diverso da quanto abbiano fatto evidentemente tutti gli altri e l'ho trovata sinceramente divertente). OK tutto.
Ma signori, io mi domando, e allora??
No, dico, e allora?
Va bene, è il primo presidente nero, va bene, è giovane, va bene tutto. Sono felice che sia stato eletto, e se fossi americana avrei votato per lui.
Ma se fosse stato bianco? Che differenza ci sarebbe stata? Che non sarebbe stato eletto?
Quanti conoscono il suo programma di governo? Quanti sanno chi ha scelto per la sua "squadra di governo"? Quanti conoscono il suo curriculum, a parte il fatto che suo padre era afro e che sua nonna (la nonna bianca) è morta il giorno prima di vederlo eleggere? Cosa propone? Quali sono le sue idee sulla guerra in Irak, sulla scuola, sull'assistenza ai bisognosi? Come farà a risollevare l'economia americana? Che idee ha in proposito? Qualcuno lo sa? Qualcno ce l'ha spiegato, per caso, di recente?
No. Lui, oggi, è solo il presidente nero.
Per me puntare tanto il dito sulla sua pelle equivale a dire che ha vinto per quella, o in gran parte per quella. E allora è lo stesso che dire che se non fosse stato nero magari non avrebbe vinto. E' come dire che conta di più la razza che le idee.
E' come una sorta di razzismo all'incontrario. E non mi va proprio.
Siamo tutti abituati a dare certe cose per scontate. Non è giusto, non è bello, ma lo facciamo tutti.
L'altra sera, piacevole serata a casa di amici. Amici veri. Lui lo conosco dal lontano 1987 e mi piace considerarlo il mio migliore amico. Lei è mia amica da quando si sono messi insieme prima, e sposati poi, ormai una decina di anni.
Dopo pizza e chiacchiere, ho avuto una non altrettanto piacevole conversazione con lei, in lacrime. Fuori, al freddo, con la scusa di fumarmi una sigaretta, mi ha raccontato qualcosa di cui non avrei mai voluto essere partecipe.
Qualche sera fa, la parola separazione ha fatto capolino nei loro discorsi. Sono mesi che le cose non vanno bene, lei mi aveva poi detto che stavano migliorando ed io, cieca e sorda, avevo dato per buono questo aggiornamento.
Hanno avuto per vari motivi momenti un po' difficili, lei si è lasciata trascinare da avvenimenti esterni che le hanno succhiato tutte le energie (sbagliando, naturalmente) e lui ha sottovalutato questo suo problema liquidando la cosa come semplici "paranoie", e mancando quindi di darle il supporto di cui avrebbe avuto bisogno. Metti un po' di nervosismo che aumenta il numero e la portata dei piccoli scazzi, metti la poca propensione a risolvere le cose "qui e ora" lasciando che sedimentino senza parlarne, ingoiando e tacendo, ed ecco che il punto di non ritorno si avvicina a grandi falcate.
Mai, mai rimandare, mai tacere, mai sottovalutare i problemi dell'altro, mai essere egoisti, mai, mai mai!
Mai dare per scontato che l'altro ci sarà sempre, non importa quello che fai o che dici.
Mai pensare che esistano situazioni definitive ed immutabili se non nei libri.
Mai sottovalutare la stanchezza, il disagio, il malumore del proprio compagno.
E soprattutto, soprattutto è importante avere le idee chiare. Molto chiare su quello che si vuole. Prima di dare il via ad una girandola che non sai dove potrebbe portarti, devi sapere quello che vuoi.
Le ho chiesto se lo ama ancora. Le ho detto che tutto procede e nasce da questo, che se la situazione la porta a non provare più amore, qualunque altra considerazione è inutile. Lui la ama. O almeno, è quello che le ha detto davanti alla parola "separazione".
Ma le parole "si, io lo amo ancora" non sono uscite dalla bocca di lei. Il che mi preoccupa.
Io ho 16 anni dentro, lo sanno tutti. E alla mia giovane età, mi piace pensare che quando c'è l'amore tutto si risolve. Che basta amarsi, il resto viene da se.
Ma non viviamo a Forks, nessuno di noi. Nella vita vera non si risolve tutto da se amandosi. C'è da lavorare.
Con determinazione, con coraggio. Con abnegazione se serve. Con serietà. Con caparbietà se ne vale la pena. Tutte cose che a 16 anni non si possono comprendere. Ma a 37 si.